Gli occhi chiusi. Attenzione ai pensieri. La memoria torna a qualche anno fa. Mattia Bortolussi è un bambino. Uno, due, tre. Mattia calcia il suo pallone. Il sogno è quello di diventare un calciatore, raggiungendo gli idoli della sua squadra del cuore. Il blu e il nero i due colori. I colori della sua Inter: “Sono da sempre tifoso nerazzurro. Ho vissuto gli anni del Triplete. Sono cresciuto con quel mito“. Oggi quel bambino giocatore lo è diventato davvero. Gli occhi si riaprono. Si riaprono ad Appiano Gentile. Mattia è in campo. Davanti i giocatori nerazzurri. Pochi giorni fa il suo ritorno a Novara. Ieri la prima partita con la nuova maglia. Contro chi? L’Inter. Destino? Forse. Davanti una nuova stagione. Voglia di confermarsi e sorprendere. Con un ricordo in più nel cuore. Indelebile. Speciale. Il calcio come compagno di vita, sempre.
La voce emozionata. Felicità, pura e genuina: “Avendoli visti sempre da fuori, poterci giocare contro e poterli vivere da vicino è stata una bellissima cosa. Ti rendi conto della qualità e dello spessore di questi giocatori. Una grande esperienza”. Appiano Gentile come palcoscenico: “Suggestivo, è una città. Un altro mondo. Strutture incredibili e fondamentali per raggiungere certi risultati“. Si mettono gli scarpini e si entra in campo. Insieme a loro: “Mi hanno stupito Lukaku, Lautaro e Dzeko, ma anche la dinamicità di Barella e la solidità della difesa. Sembrano dei marziani“.
Chi l’ha marcato? “D’Ambrosio, fisico incredibile. È una statua”. Con Lukaku, invece, nessun contrasto: “E per fortuna (ride ndr). Avremmo fatto effetto matrioska. Visto dal vivo è impressionante. Strapotere fisico e tecnica. Sorprende come un essere umano così gigante possa avere quella qualità. Determinante“. E Dzeko, un esempio: “Si sacrifica sempre”. Un allenamento congiunto terminato 8-1 per i nerazzurri. Marcatore dei piemontesi proprio lui, Mattia Bortolussi: “È nato da una nostra azione preparata. Su una palla in profondità mi ha atterrato Fontanarosa”. Calcio di rigore. Un respiro. La rincorsa. Il pallone. Gol. Emozioni. “Ho preso la palla e ho calciato. Quando va in rete è sempre bello“.
Concentrazione e serietà. Queste le cose che più hanno sorpreso Mattia: “Una squadra spietata. Sia Inzaghi che i giocatori sono sempre stati sul pezzo. Mi ha sorpreso il loro cinismo“. Insegnamenti importanti per la carriera e per il futuro. Presente e futuro colorati di azzurro. L’azzurro del Novara. Un ritorno per l’attaccante. Una nuova avventura che sa di casa. Gli occhi verso la nuova stagione: “Ho sensazioni molto positive. Siamo una squadra giovane in costruzione. Stiamo lavorando bene e c’è tanta voglia di dimostrare. Ci sono i presupposti per far bene“. Un’ultima domanda. Il campionato chi lo vince? “Non mi esprimo, scaramanzia. È una trappola (ride ndr)”. All’orizzonte la nuova stagione. Una nuova maglia. La stessa passione del bambino che rincorreva quel pallone sognando di diventare un calciatore.
Passato e presente. Ricordi e nuove immagini. Istantanee di calcio. Istantanee di vita. Mattia Bortolussi.
A cura di Nicolò Franceschin
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