Credit: Mantova 1911
Un leader. In campo e fuori. Di quelli che si fa sentire, durante la partita e nello spogliatoio. Arrivato a 36 anni a Mantova, dopo il fallimento del Pordenone in estate, Salvatore Burrai si è subito preso la scena. Una figura che è stata scelta per ripartire. Mai scelta fu stata più azzeccata, verrebbe da dire a distanza di un anno. Con la fascia da capitano al braccio, il classe 1987 ha trascinato i biancorossi in una stagione storica. Dalla riammissione alla promozione: la squadra di Possanzini può finalmente festeggiare il ritorno in Serie B. E un grazie speciale va rivolto a un signore che, dopo più di 400 presenze tra i professionisti in carriera, ha deciso di sposare il progetto tecnico dei biancorossi per poter dire, ancora una volta, la sua nel mondo del calcio.
Non mollare mai. Anche quando senti di essere al limite. Questo è uno dei principi di Burrai. A insegnarglielo è stato Zdenek Zeman, agli inizi della sua carriera, ai tempi del Foggia. Salvatore ha fatto tesoro del prezioso consiglio del boemo e lo ha trasformato in uno stile di vita. Cuore e anima, sempre. Un leader nato, a cui il direttore sportivo Botturi e la proprietà del Mantova hanno deciso di assegnare, all’inizio della stagione, la fascia da capitano. Un campionato da sogno, in cui il centrocampista nato a Sassari è riuscito a segnare 3 gol e ad andare in doppia cifra di assist. Una costante, quest’ultima, nella sua carriera, visto che è la quarta volta in cui riesce a raggiungere più di 10 passaggi vincenti in un’unica annata.
E così, ancora una volta, per Burrai sarà Serie B: obiettivo raggiunto, sogno realizzato e, soprattutto, scelta corretta presa. Già, perchè in estate erano state tante le squadre a bussare alla porta di Salvatore. Una su tutta la Triestina, come ha rivelato più volte lui stesso. A convincerlo, però, è stato il progetto ambizioso del Mantova. Solidità e organizzazione, che hanno permesso ai lombardi di laurearsi campioni del girone A di Serie C con ben quattro giornate di anticipo. Un traguardo che, a luglio, sembrava impossibile.
Il bagaglio d’esperienze di Burrai, dunque, si riempie ancora. Dopo un gol a Buffon, l’esordio in Serie A, più di 400 presenze tra i professionisti, due precedenti promozioni conquistate, il classe 1987 può aggiungere all’album dei ricordi anche questa storica promozione raggiunta con il Mantova. Il percorso, però, non è sicuramente finito. L’obiettivo? Arrivare più in alto possibile, sempre con la testa sulle spalle e con il ricordo del papà nel cuore, come gli ricorda ogni giorno il tatuaggio che porta sul petto. Mai smettere di sognare perchè, d’altronde, succede solo a chi ci crede. Parola di Salvatore Burrai.
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