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Il calcio di Luigi Condò, tra scoperta di talenti e valorizzazioni: “Sono pronto a ripartire”

“La Vibonese resterà nel mio cuore, cosi come il rapporto con il presidente Pippo Caffo ma era giunto il momento di fare una nuova esperienza”. Luigi Condò, uno dei direttori sportivi più apprezzati della categoria, è pronto per iniziare una nuova avventura dopo aver ufficializzato il divorzio con la Vibonese.

Il dirigente si racconta tra presente e futuro al nostro network: “Dispiace solo per come è terminata la stagione, la retrocessione è stata figlia di una serie di fattori. Eppure avevamo una squadra composta da calciatori reduci da campionati importanti, basti pensare che quasi tutto erano reduci da play-off. Poi, a gennaio, abbiamo fatto un mercato ancora più importante prendendo calciatori come Curiale, Volpe,  Suagher, Zibert, giusto per qualche nome. Abbiamo cambiato anche allenatore ma alla fine i risultati non ci hanno dato ragione. Probabilmente i calciatori non si sono integrati bene tra loro, è l’imprevedibilità di questo sport. Il calcio è fatto da tanti fatti e non può mai essere una scienza esatta”.

Condò, uno dei direttori sportivi più giovani a vincere un campionato

Un passato da calciatore trascorso sui campi di C e D. A 33 anni la scelta di intraprendere la carriera da direttore sportivo. E arriva subito un successo. Condò sembra nato per quel ruolo: vince a primo colpo il campionato col Neapolis, che portò in Serie C al termine di una stagione da record. L’anno successivo una promozione sfumata in finale play-off con il Trapani. Subito dopo un’altra vittoria di campionato, a Cosenza, e la scoperta di calciatori importanti come Castagnetti, Partipilo e Frattali. La carriera sembra segnata. Arrivano anche le salvezze con Barletta e Vibonese in C: “In alcune circostanze salvarsi è come vincere un campionato”.

Successi e conferme, quanto basta per tracciare un primo bilancio: “Nonostante sia ancora giovane”, commenta il ds, “non posso che essere soddisfatto di quanto raccolto. Chi mi conosce sa che mi piace valorizzare i calciatori e, se possibile, creare anche benefici in termini di plusvalenze ai club. Sono un aziendalista. Oltre a quelli citati da voi, ricordo con orgoglio la valorizzazione di Plescia, che presi in uscita da Renate e adesso ha firmato un contratto importante con l’Avellino. Oppure le cessioni di Bernardotto all’Avellino, Emmausso al Catania, Spina al Crotone. Tutti calciatori che presi a parametro zero” prosegue Condò.

Un rammarico? Per poco a gennaio non abbiamo fatto Marson a Brescia o Ascoli. Per il resto credo che abbiamo centrato tutti gli obiettivi. Fare tre o quattro plusvalenze a Vibo Valentia credo non sia da tutti. Anche perchè in C non sono molti i club attivi in questo senso”.

Condò: “Futuro? Mi hanno chiamato diversi club ma preferisco…”

E ora c’è un futuro tutto da scrivere ma il direttore Condò sembra avere le idee chiare: “Fortunatamente mi ha chiamato più di qualcuno dalla Serie C e molti top club di D. Vi dico la verità, adesso preferisco aspettare. Vorrei trovare una soluzione dove poter fare calcio in maniera serena e professionale. Non ho fretta…”. Intanto il mercato è in fermento. Anche quello dei ds e l’impressione è che Condò possa scegliere a breve la sua prossima avventura.

A cura di Fabrizio Caianiello

Redazione

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