E’ tornata a sognare Foggia. E quando Foggia sogna, con la sua passione, il suo entusiasmo travolgente e coinvolgente, tutto diventa possibile. Basta poco, d’altronde, per accendere l’amore incondizionato di una piazza che vive di calcio, oltre il risultato. C’è riuscito alla grandissima il presidente Nicola Canonico, con il quale abbiamo avuto il piacere di parlare...
Tono deciso, legittimamente compiaciuto. Malomo, Odjer, Ogunseye, il ritorno di Kragl, Peralta… e non è finita qui… “Siamo molto soddisfatti sia del clima bellissimo che si è creato fin da subito all’interno della squadra, sia dell’entusiasmo dei nostri tifosi, poterli rendere felici – spiega il presidente del Foggia, Nicola Canonico – è il mio primo obiettivo, perché il loro calore merita una squadra all’altezza. Pensi, oggi, malgrado probabilmente l’amichevole con il Pordenone sarà a porte chiuse, decine e decine di tifosi sono salite qui in Friuli, sobbarcandosi più di mille chilometri, per salutare la squadra, per dire loro, ‘noi ci siamo’. Cos’altro c’è da aggiungere? Sono meravigliosi, devo tirarli fuori da questa categoria che non appartiene minimamente né alla città né alla tifoseria”.
Parole sincere, appassionate, quelle del presidente Canonico. Uomo duro e sincero, uno di quelli per i quali contano ancora certi valori… “Avevo promesso alla tifoseria che avrei fatto una squadra importante, che avrei fatto il massimo che avrei potuto e così è stato. Per me una promessa è una promessa. La parola data conta più di ogni altra cosa. Io quello che dico faccio e vedere tanti tifosi, tanti addetti ai lavori riconoscermi ciò è davvero la soddisfazione più bella”.
Di soddisfazioni il Foggia ne sta regalando tante sul mercato e non è ancora finita qui… “Il più è fatto, ma – spiega Canonico – arriveranno ancora due o tre elementi di livello. Perché io non voglio lasciare nulla di intentato né voglio nascondermi, non serve nel calcio. Vogliamo fare un campionato di vertice, poi ne vincerà una sola e lo decreterà il campo, ma noi vogliamo esserci. D’altronde, una piazza come Foggia, come può non essere protagonista?”.
Idee chiare e serenità, elementi essenziali, di cui Foggia ne aveva davvero bisogno dopo anni difficili… “Vogliamo fare le cose fatte bene e i presupposti ci sono tutti. Basti vedere il clima che si respira qui in ritiro, i ragazzi si vogliono bene, sono affiatati, l’allenatore è un top per la categoria. E poi la nostra splendida tifoseria, che è davvero il dodicesimo uomo. Siamo davvero carichi, abbiamo anche elementi di grande carisma che ci daranno un aiuto importante… Come Kragl? Assolutamente sì! Con qualche mese di ritardo, ma sapete tutti come sono andate le cose l’anno scorso, lo abbiamo portato qui e sono convinto che sarà determinante, l’ho visto allenarsi e sta benissimo”.
A proposito di Kragl e di passato, sia pur recente, come è stato ripartire dopo il discusso addio di Zeman? “Mah, guardi, mi limito a dire che il tempo è sempre galantuomo. Ho apprezzato il silenzio delle due curve, il loro supporto. Qualche pseudo-tifoso invece ha cercato di denigrarci e di destabilizzarci, ma non importa. Ripeto, il tempo è sempre galantuomo e noi credo che stiamo rispondendo, stiamo dimostrando chi siamo e dove vogliamo arrivare con i fatti…”.
Foggia apprezza… e sogna. Nel preludio di una (calda) estate (di calciomercato), che davvero vorrebbero non finisse mai…
di Lorenzo Buconi
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