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Catania, la replica di Ferraù a Morosoli: “Voleva ripulire la sua immagine con il club”

Sono giorni decisivi per il futuro del Calcio Catania. Lo scorso giovedì, infatti, il Tribunale cittadino ha prolungato l’esercizio del ramo d’azienda sportivo al 7 marzo. Dopo la prima asta deserta, la prossima è fissata per il 4 marzo. 500 mila euro la base di partenza, che si aggiungono ai circa tre milioni di debiti sportivi e alle varie garanzie di forza economica che il nuovo acquirente dovrà dimostrare. Dopo le dichiarazioni del presidente degli impianti di risalita sull’Etna, Francesco Russo Morosoli, che ha dichiarato “indifferenza” da parte del CdA di SIGI riguardo la sua volontà di inserirsi nella società, è arrivata la replica proprio da parte di Giovanni Ferraù, ex presidente dell’azienda.

Ferraù: “Sono sbigottito dalle dichiarazioni di Morosoli, ecco come e andata”

Di seguito la replica di Ferraù, ripresa da Unica Sport: Resto sbigottito nel leggere, su vari canali social, l’intervento di un rampollo catanese, figlio di imprenditori locali. Resto perplesso nell’apprendere che il suddetto era intenzionato ad investire ben 14 milioni di euro nel nostro amato Catania e che io, nella veste di Presidente di SIGI, sarei rimasto indifferente di fronte a tale proposta. Mi viene subito da pensare, con i Maneskin, che la gente ‘parla, parla ma non sa di che cosa parla’“.

Poi, Ferraù ha approfondito l’evento dell’incontro con Morosoli: “In effetti, ricordo bene di un incontro con il soggetto in questione, tenutosi nel Luglio 2020 in un piccolo bar di periferia. Ricordo bene che mi disse che non aveva mai seguito il Catania, che non gli piaceva il calcio ma che avrebbe voluto investire 4 milioni (non 14 e neanche 40) sul Catania per ‘ripulire la sua immagine’ macchiata, a suo dire, da un importante processo penale per un reato di inaudita gravità. La superiore motivazione mi lasciò molto perplesso; il Catania non era una lavatrice ‘che puliva l’immagine’, il Catania è molto di più”.

La conclusione dell’ex presidente SIGI: “Declinai l’invito con il parere concorde del CDA di SIGI e dei suoi professionisti. Immagino comunque che chi parla vorrà anche agire; il 4 marzo costui avrà la possibilità non di pulirsi la sua immagine, a quello ci penserà la giustizia, ma di sostenere concretamente, con i fatti e non con le chiacchiere, il rilancio del Calcio Catania. Speriamo bene!”.

Redazione

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