Crotone, Vrenna: “Mettiamo mano alla riforma, altrimenti non ho più intenzione di investire nel calcio”
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Gianni Vrenna, credit FC Crotone | lacasadic.com
Le parole in conferenza stampa di Gianni Vrenna, presidente del Crotone, dopo il rinvio del match contro il Taranto
In questo fine settimana il Crotone non scenderà in campo dopo la decisione da parte della Lega Pro di rinviare a data da destinarsi la sfida contro il Taranto. La situazione nel girone C è sempre più delicata, con la società pugliese e la Turris a rischio esclusione.
Gianni Vrenna, numero uno del club calabrese, ha parlato della necessità di riforme: “Abbiamo voluto questa conferenza stampa perché a mio avviso è il momento in cui il Crotone dica la sua per questo campionato che ritengo altamente falsato. Una cosa che si ripete in ogni stagione. Ogni volta ne fa le spese questa società, che fa le cose rispettando le regole del calcio“.
Il bisogno di cambiamenti non può più aspettare secondo il presidente del Crotone: “Non più tardi di qualche giorno fa Campedelli del Chievo Verona è stato rimandato a giudizio, chi ne ha fatto le spese è stato il Crotone Calcio. Eravamo al terzo anno consecutivo in Serie A. Nella stagione in cui ha vinto il campionato il Catanzaro i playoff vennero rinviati perché alcune squadre non erano in regola con i pagamenti. Siamo stati un mese fermi, e alla prima partita in casa siamo usciti fuori. Quest’anno si ripete di nuovo. Dalle mie informazioni diverse società rischiano l’esclusione, non solo il Taranto. Mettiamo mano alla riforma dei campionati, non si possono avere 60 squadre e fare playoff con 30 partecipanti. O si fa una riforma alla Lega Pro, diversamente il Crotone non intende più investire. Se avessimo saputo prima una cosa del genere, a gennaio avrei potuto fare delle plusvalenze con offerte importanti. Siccome credevo in questo campionato, abbiamo tenuto i pezzi pregiati. Ma così non si va da nessuna parte“.
Una situazione di cui Vrenna ha già parlato con le istituzioni calcistiche: “Ne ho già parlato con il Presidente Marani e con il Presidente Gravina. Questa Lega Pro è diventata insostenibile. Ci sono realtà che non hanno neanche lo stadio. Perché non si torna ad un campionato con due gironi, come sempre? É facile fare 40 squadre con due gironi, eventualmente misti, in modo che chi può fare calcio lo possa fare. Senza nulla togliere alle piccole realtà. Bisogna alzare i parametri d’iscrizione. Ci sono realtà importanti in Lega Pro, come Crotone, Vicenza, Benevento, Pescara e Padova. Si può pensare ad una B2. Come Crotone Calcio lotteremo affinché questo avvenga entro il prossimo anno. Penso ci sia la volontà da parte di tutti di fare questa riforma“.
Vrenna: “Si può arrivare a fare due gironi, playoff inguardabili”
Gianni Vrenna ha parlato di come la Lega Pro possa snellire la struttura del campionato: “Il calcio è una delle più grosse aziende, quella che versa forse più contributi di tutti. Ci sono delle realtà calcistiche di cui non conosco nemmeno la città, che non hanno lo stadio e al limite del regolamento. Guardando struttura e bacino d’utenza, si può arrivare tranquillamente a fare due gironi“.
Il presidente del Crotone ha proposto anche di modificare i playoff: “Bisogna ambiare questo format playoff che non si può guardare, non puoi pensare che tu finisci un campionato da vertice e ti ritrovi con 30 squadre, dove sbagli una partita e ti ritrovi fuori. É impensabile giocarci tutto in una partita“.
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“Questo non è più calcio, incontrerò qualche presidente”
Non c’è solo il caso Taranto a tenere banco nel girone C: “Aspetterò notizie riguardo la Turris. Se queste due squadre vengono escluse dal campionato, il Crotone si vedrebbe deturpato di sei punti in classifica e due partite in meno. Perché non hai giocato con il Taranto e l’ultima di campionato con la Turris. Vi sembra normale? E poi dovrei andare a prestarmi a giocare i playoff senza fare l’ultima di campionato“.
Una situazione non più sostenibile, considerando che si estende anche ad altre società: “Da qui a breve dovremo incontrarci, ho appuntamento con qualche presidente. Dopodiché andremo a fare le nostre dimostranze in assemblea a Firenze. Conosco qualche società anche nel girone B in difficoltà. Fare questo tipo di calcio non è possibile. Non è più calcio, ma neanche un prodotto da vendere“.