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“Come Gattuso e Davids”: chi è De Rose, il capitano del Palermo a un metro dalla B

“Mi sono sempre sacrificato dando tutto sul campo, come Gattuso o Davids” (Leggi qui la nostra intervista). Parola di Francesco De Rose, centrocampista del Palermo che adesso sogna la B coi siciliani. Manca l’ultimo gradino, il più importante. Gli ultimi 90′ che possono decidere le sorti di una stagione, contro il Padova di Massimo Oddo. In questi playoff le ha giocate quasi tutte: ha saltato solo il match d’andata contro la Virtus Entella (quarti di finale). Poi c’è sempre stato, quest’anno pure con un accessorio in più al braccio: la fascia di capitano. Che dalle parti del club di viale del Fante ha un peso diverso. Lo sa bene il 34enne nato a Cosenza, che sul rettangolo verde non si risparmia mai. Lui, che inizialmente pensava a far gol più che a fare legna in mezzo al campo. 

Dalla Promozione in terra battuta al sogno B col Palermo

Se qualcuno anni fa gli avesse detto che si sarebbe giocato la Serie B con il Palermo, forse lui ci avrebbe creduto. Lui ai sogni ci crede. È uno tosto. “Io credo in me, questo mi spinge sempre a lottare”, aveva detto ai microfoni de La Casa di C. All’inizio la terra battuta della Promozione calabrese. La sua squadra era il San Fili, ma a un certo punto De Rose aveva deciso di smettere, di abbandonare il suo sogno. Ma uno come lui non poteva lasciarsi trascinare dalle avversità della vita. La sua strada è sempre stata giocare a calcio. Allora inizia un lungo viaggio, che lo porta prima in B con la maglia della Reggina con cui gioca dal 2010 al 2012 collezionando 38 presenze e poi in C, con le maglie di Casertana, Sudtirol e Barletta. Nella stagione 2019-2020 torna coi granata e gioca 23 volte nel Girone C di Lega Pro, raggiungendo una meravigliosa promozione in Serie B. Qui, l’anno successivo, gioca poco: solo 9 presenze. Ma lui ha il fuoco dentro, e quello spazio è troppo poco. Arriva così la chiamata del Palermo. Una gioia infinita per una piazza storica.

Un leader non molto silenzioso

De Rose non ci pensa due volte. Accetta il contratto biennale e firma coi rosanero. Mette nel suo archivio 17 presenze da gennaio in poi, 4 ai playoff, dove la sua squadra si è fermata però al primo turno Nazionale contro l’Avellino. In questa stagione è stato invece il perno assoluto della mediana, sia con Filippi che con Baldini. Un leader non molto silenzioso, anzi. Il suo sfogo dopo il match perso contro la Turris, se lo ricorderanno in molti: “Non abbiamo le p***e, così non andiamo da nessuna parte, chiediamo scusa ai tifosi e alla città. Non sono prestazioni da Palermo”. Da lì in poi 4 vittorie e 1 pareggio. “Vincere qui sarebbe diverso”, aveva detto ai microfoni di 7Gold Sport. N potendo mai immaginare che mesi dopo, la Serie B sarebbe stata questione di 90′. E quel momento adesso è arrivato. Magico e grigio allo stesso tempo, perchè si tratta pur sempre di una finale, contro un avversario tosto.

Redazione

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