“Non c’è mai una seconda occasione per fare una buona impressione la prima volta”, scriveva Oscar Wilde: Silvio Merkaj sembra aver recepito il messaggio. L’attaccante classe 1997 della Virtus Entella ha messo a segno il suo primo gol in Serie C, dando un grande contributo per la vittoria contro l’Imolese. Una felicità estrema che segna un percorso della vita, ma la sua esultanza è nata dal cuore: “Istintivamente ho allargato le braccia, poi mi hanno tutti abbracciato”. Un ragazzo per bene con il Milan e l’Italia nel petto, che non fa mai scelte banali, neanche quando riguardano il numero di maglia: “Il 33 mi è piaciuto subito, è un numero importante, fa parte del mio destino. Poi gli altri erano tutti occupati”.
Non ha dubbi Merkaj, sempre più leader della Virtus Entella: “La Serie C è un campionato molto più fisico e c’è molta più intensità. Cambia anche la velocità di pensiero e il livello tecnico, soprattutto qui all’Entella, che ci sono molti giocatori di qualità”. Per quanto riguarda il suo contributo nella zona offensiva del campo si ritiene un attaccante molto duttile: “Negli ultimi anni ho giocato sia punta centrale con due trequartisti sia in coppia ed in modo molto mobile. Il mio punto di riferimento è Ibrahimovic, come personalità e carisma. Un grande esempio, un leader vero. Da piccolo ho ammirato Shevchenko, era il mio idolo”.
Il nastro si riavvolge: “Sono arrivato in Italia a quattro anni dall’Albania – spiega – ho tifato sempre Milan, me ne sono innamorato. Ho tirato i miei primi calci al pallone a Fano, nelle Marche, per poi spostarmi nei settori giovanili provinciali e fare altre esperienze, fino ad arrivare all’Eccellenza e poi Serie D e ora Serie C. Tra me e il calcio è stato un amore e a prima vista“.
Merkaj ci racconta anche la vita da spogliatoio dell’Entella: “Il più simpatico è sicuramente Morosini, tiene sempre lo spogliatoio in armonia, tiene tutti di buono umore con il sorriso. Ragazzi timidi non ce ne sono, forse qualche giovane è un po’ silenzioso, ma siamo uno spogliatoio allegro. Passerei la serata con tante persone, sicuramente con i miei “amici balcanici” Rada e Karic ed ovviamente con Di Cosmo, mio compagno di casa”
“Sarò felice se darò il mio contributo, ritagliandomi un grande spazio, crescendo in modo costante. L’attaccante, si sa, vive per il gol, voglio farne il più possibile per aiutare la squadra a raggiungere gli obiettivi, però non ti dico quanti per scaramanzia”.
A cura di Antonio Salomone
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