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Ferrari, la forza dell’umiltà e del lavoro. Dalla C al Sassuolo

La storia è quella di un giocatore divenuto ormai una certezza della nostra Serie A. Esperienza e umiltà gli hanno permesso di conquistarsi tanto. Tutto. Anni di lavoro e sacrifici. È la storia di Gian Marco Ferrari, difensore e capitano del Sassuolo di Dionisi. Un giocatore ‘proletario’ che il futuro se l’è costruito. Un vero e proprio cammino. Passi che si susseguono. Lenti. Ma decisi. Un obiettivo raggiunto, uno nuovo all’orizzonte. Con la determinazione di un ragazzo. Con la saggezza di un veterano. La voglia di stupire, un po’ come il suo Sassuolo. Della sua squadra è una delle guide. Uno dei riferimenti. Questo anche grazie al suo passato. Un passato in cui la Serie C gioca un ruolo importante. Fondamentale.

Ferrari, gli inizi e la gavetta

Quello di Gian Marco Ferrari è un viaggio che parte da molto lontano. Dall’Eccellenza, per la precisione. E la sua non è la storia di uno di quegli attaccanti passati nei professionisti perché notati per le valanghe di gol segnati tra i dilettanti. Di ruolo Gian Marco fa il difensore. La sua carriera inizia nelle giovanili del Parma. Poi, nel 2009, inizia il suo viaggio. Un viaggio per l’Italia e per le categorie. Quando si viaggia si impara. E quando si impara si cresce. La prima esperienza è in prestito in Eccellenza al Monticelli Terme. Una decisione dal sapore aspro. Una bocciatura. Gli allenamenti serali. Il passare dal Parma al dilettantismo. Il timore di vedere infrangersi un sogno. Il proprio sogno. Ma quel timore diventa adrenalina. Un punto di partenza per prendere la rincorsa. La rincorsa verso la Serie A.

La rincorsa verso la Serie A

L’eccellenza è l’inizio del viaggio. Un viaggio partito dal basso. Una rincorsa con cui, passo dopo passo, Gian Marco Ferrari è arrivato in Serie A. La D a Fiorenzuola, poi l’approdo tra i professionisti. Un approdo che coincide con il primo anno in C. La piazza è quella di Renate. Paese brianzolo di nemmeno 5mila abitanti. Da anni realtà affermata della Lega Pro. A Renate Ferrari ci gioca due anni. Dalla C2 si passa alla C1 a Gubbio. Una crescita graduale. Il sacrificio come costante. Si passa alla B a Crotone con cui, dopo due anni, arriva alla massima serie. Quella tanto sognata. La Serie A. Juric in panchina, Ferrari leader difensivo. Un anno nella massima Serie A e poi si cambia. Direzione Genova, sponda blucerchiata.

Infine, nel 2018 il Sassuolo, che diverrà, stagione dopo stagione, la casa del difensore. L’esordio in Nazionale con gol nel 7-0 contro il San Marino. Quest’anno la fascia da capitano e il traguardo delle 100 presenze con il Sassuolo. Ora la voglia è quella di continuare questo viaggio. Perché Ferrari lo sa bene, c’è sempre tempo per nuovi obiettivi. Ogni momento può essere motivo di crescita. E Sassuolo è la realtà perfetta. Idee, giovani, progettazione. Con una guida in più, ll numero 31.


La storia di Gian Marco Ferrari. Conquistarsi ogni singolo traguardo. Assaporarlo in ogni sua singola sfumatura.

Redazione

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