Tra un futuro incerto e una salvezza da ottenere: la situazione in casa Foggia

Curva del Foggia
Corsa contro il tempo per l’imprenditoria locale a seguito dell’addio annunciato da Nicola Canonico.
Una piazza storica, una tifoseria da applausi e da ammirare per il proprio calore, una squadra, però, che ha reso ben al di sotto delle aspettative di inizio stagione. Il Foggia non vive un ottimo momento di forma da diversi mesi a questa parte tra continue disattenzioni, mancanza di concentrazione e una certa leggerezza in alcuni frangenti delle partite. Il risultato è evidente e, come si suol dire, il campo è il giudice supremo: un rendimento altalenante, discontinuo e nel complesso negativo, che ha portato la squadra a raccogliere poco e a presidiare prevalentemente la zona tra playoff e playout nell’arco di quest’annata 2024/25.
Il tutto, nonostante una campagna acquisti che prometteva bene (almeno sulla carta). Lo sa bene anche e soprattutto Nicola Canonico, in sella al Foggia come presidente dal 2021, ma ormai arrivato al capolinea della sua esperienza in Puglia. “Annuncio le dimissioni mie e di mio figlio Emanuele, irrevocabili”. Questo quanto dichiarato dall’imprenditore barese nel corso della conferenza stampa tenutasi, seppur da remoto, lunedì 24 marzo presso la sala stampa Antonio Fesce dello stadio Pino Zaccheria.
Canonico getta la spugna e lascia Foggia, dunque. La continua e sempre più bollente contestazione degli ultras ha pesato tanto nella sua decisione, già maturata, a sua detta, dopo il pesante 4-0 subito sul campo della Casertana allo stadio Pinto. “Mi sto dimettendo perché c’è un’intera situazione di imbarazzo. I giocatori hanno staccato la spina. Sono tre gare che non vedo più il giusto atteggiamento. Con la Casertana ho spento la televisione già sul 3-0”.
E adesso? Cosa ne sarà del Calcio Foggia 1920? È ciò che si chiedono, come è giusto che sia, tutti i tifosi rossoneri a seguito delle parole dell’ormai ex presidente. Il Foggia è attualmente in autogestione e i prossimi mesi, anzi, già i prossimi giorni, saranno decisivi per capire le sorti e il futuro del club, a dir poco appeso ad un filo dopo la presa di posizione dell’imprenditore. Per quanto riguarda il campo, invece, sono 4 i ko consecutivi, un rendimento negativo che ha portato anche ad un acceso confronto negli ultimi giorni tra i tifosi e la squadra dopo un allenamento. Emblematico, inoltre, lo striscione affisso in città dagli stessi sostenitori rossoneri: “Il Foggia è della gente”.
Foggia, il punto tra termini, scadenze e condizioni per il rilevamento
Come annunciato dallo stesso Nicola Canonico in conferenza stampa, oltre a cadere gli onori, cadono anche gli oneri. Di conseguenza, la situazione sul fronte societario si fa sempre più rovente, incandescente e delicata. Se entro i termini del prossimo campionato nessun imprenditore si farà avanti, il Foggia rischia concretamente di non essere iscritto. Ma la data che incombe, nonché quella legata alle scadenze federali, è quella di mercoledì 16 aprile. Se entro questa data, infatti, nessun proprietario avrà deciso di rilevare le quote del club, in assenza di disponibilità in cassa, è probabile che non saranno pagati gli stipendi e che il Foggia inizi il prossimo campionato con una penalizzazione.
Ma quale sarebbe il campionato a cui il Foggia potrebbe partecipare dovessero verificarsi le suddette condizioni? Di certo non la Serie D, perché già si usufruì di una ripartenza dalla quarta serie nel 2019. Dunque, sarebbe o Eccellenza o addirittura Promozione nell’eventualità. Il tutto, dipende dal campionato a cui non prenderà parte l’altra squadra del capoluogo dauno, ovvero il Foggia Incedit, impegnato in quest’attuale stagione in Eccellenza ed invischiato nella lotta playout. Canonico, inoltre, ha precisato le condizioni per il rilevamento della società rossonera: 1,8 milioni di euro per l’acquisizione, accollamento di una massa debitoria pari a 2,7 milioni di euro ed il pagamento di quattro mensilità.

Una salvezza da portare a casa
Le richieste della tifoseria del Foggia, in fin dei conti, sono state accolte. I continui e costanti “inviti” a lasciare la carica di presidenza nei confronti di Nicola Canonico, infatti, sono stati accettati e lo stesso imprenditore ha quindi deciso definitivamente di mollare il Foggia. Irrevocabili, come detto, le proprie dimissioni al pari di suo figlio Emanuele, che era invece il vicepresidente del club. In tutto questo, poi, c’è da evidenziare anche la situazione sul campo. Come se non bastasse, il Foggia sta attraversando un momento di forma tutt’altro che brillante attualmente e i numeri parlano chiaro: 4 sconfitte di fila, una sola vittoria nelle ultime sette partite ed una salvezza da portare a casa, perché non ancora aritmetica.
Il Foggia presidia infatti il quindicesimo posto a quota 30 e deve guardarsi alle spalle visti gli ottimi risultati che sta ottenendo la Casertana penultima. I rossoblù, che sono penultimi con 25 punti, hanno conquistato 2 successi nelle ultime tre uscite e ora sono a -5 dai pugliesi. A completare le ultime posizioni, il Latina sedicesimo con 28 punti, ed il Messina ultimo a quota 19. In virtù delle esclusioni dal campionato di Turris e Taranto, l’unico playout quest’anno del girone C sarà quello tra la diciassettesima e la diciottesima classificata, a meno che dovessero esserci a fine campionato almeno 9 punti di distacco tra queste posizioni. Se così fosse, la squadra diciottesima retrocederebbe direttamente in D, permettendo a quella un gradino sopra di salvarsi evitando lo scontro playout. Il Foggia giocherà da qui al termine della regular season tre gare nel mese di aprile: il 14 a Crotone, il 19 incrocerà il Messina allo Zaccheria, il 26 infine la trasferta di Picerno.