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Foggia, la cura Zauri funziona: cosa è cambiato con il nuovo allenatore

I rossoneri sono reduci da quattro risultati utili consecutivi, mostrandosi più compatti e determinati.

Alzi la mano chi avrebbe messo la mano sul fuoco su un Foggia capace di ottenere solo risultati positivi con l’arrivo di Zauri in panchina. Prima Brambilla, poi Capuano, adesso l’ex Pescara. La mano del neo allenatore si è vista eccome sin qui in casa rossonera, dove di certo però manca ancora qualcosa e bisogna aumentare i ritmi per migliorare alcuni aspetti.

Al di là, ad esempio, della condizione fisica ancora un po’ precaria, è un Foggia più compatto e con un atteggiamento ben diverso rispetto a quello visto a inizio stagione. Il campo, intanto, come sempre, è il giudice supremo. E i risultati, che parlano chiaro, sono al momento dalla parte di Millico e compagni.

Mai i rossoneri avevano inanellato 4 risultati utili consecutivi finora in stagione, quei 4 risultati utili raccolti proprio da Luciano Zauri, che da quando è arrivato a Foggia ha saputo riportare serenità, ordine e mentalità, con un’idea tattica ben definita. “L’atteggiamento mi piace elogiare dei ragazzi, che non mollano mai”. Questo, non a caso, il virgolettato importante dello stesso allenatore nella conferenza post gara di sabato 30 novembre.

Seppur sia ancora una volta calato nell’ultima mezz’ora di gioco anche contro il Crotone, il Foggia allo Zaccheria ha portato a casa un 1-1 tuttavia prezioso e da non buttare assolutamente. Anche e soprattutto perché, per quanto fatto vedere appunto specialmente nella ripresa, i calabresi ai punti hanno fatto di più e non avrebbero rubato nulla avessero portato a casa l’intera posta in palio. A parlare è il campo, però, e questo dice che il Foggia è in risalita con una media di 2 punti a partita con il subentro dell’allenatore di origini abruzzesi.

Foggia, striscia positiva di quattro gare frutto di un atteggiamento diverso

Due vittorie, due pareggi e altrettanti gol subiti. Questo lo score del nuovo Foggia, che in meno di un mese ha fatto evidenziare netti miglioramenti dopo prestazioni piuttosto scialbe e tutt’altro che positive. Vedi le gare contro Sorrento e Avellino con Capuano alla guida, o quelle contro Giugliano, Benevento e Monopoli con Brambilla. Ma quella è ormai un’altra storia e riguarda il passato. Il presente dice che la cura Zauri funziona e i risultati sono tutti dalla sua parte, perché si è in striscia positiva da 4 gare.

Diversi gli aspetti migliorati con l’arrivo dell’ex Pescara: il Foggia è apparso senza dubbio con una mentalità e un atteggiamento diverso, oltre che con più compattezza, coraggio, organizzazione e propositività. È una squadra, quella di Zauri, che ha interpreti di rilievo ed un organico molto importante, motivo per cui ci si aspetta ancor di più da dei ragazzi che hanno ampi margini di miglioramento. Da migliorare c’è la proposta tecnica e, ad andare all’occhio, è tra l’altro la condizione atletica, non di certo delle migliori. Anche contro il Crotone, infatti, i rossoneri sono calati dopo l’ora di gioco abbassando inevitabilmente il proprio baricentro e lasciando di fatto il pallino del gioco agli avversari, un po’ come fatto contro Juventus Next Gen e Casertana.

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Millico e Salines / credit Calcio Foggia 1920 – Antonellis / www.lacasadic.com

Con Zauri è 4-3-3: i punti fermi e i vari interpreti del neo allenatore

Una menzione a parte, poi, merita anche l’assetto tattico. Spesso era stato alternato il modulo di gioco con i due precedenti allenatori, adesso, una certa identità e un’impronta tattica ben definita è stata data da Luciano Zauri. L’allenatore ha sposato anche a Foggia il 4-3-3, modulo utilizzato nell’esperienza maltese fino a maggio scorso. Innanzitutto è cambiato il portiere, con De Lucia ormai relegato in panchina in favore di Perina. La difesa a quattro, confermata da tre uscite a questa parte, è stata quella composta da Salines, Parodi, Camigliano e Felicioli. Solo in occasione della prima partita contro la Next Gen è stata diversa, ma a causa di diverse defezioni.

Per quanto concerne il centrocampo a tre, in occasione di Next Gen, Casertana e Turris, Pazienza è stato l’uomo intoccabile in cabina di regia insieme a Da Riva e Mazzocco. Non ci si è mai discostati da questo terzetto in mezzo al campo, eccezion fatta per il match contro il Crotone, dove Pazienza è stato affiancato da Gargiulo e Tascone. Infine, il tridente offensivo. Orlando-Murano-Millico è stato l’attacco nelle ultime due uscite, con il solo Sarr che era partito titolare inizialmente a sfavore del bomber ex Picerno. Lo stesso attaccante potentino sembra però essersi ripreso le chiavi dell’attacco al centro, anche in seguito all’infortunio del senegalese. In tutto questo, si attende un rientro a pieno regime di Emmausso, che è sempre partito dalla panchina dall’arrivo di Zauri, ma che sta a rappresentare senza dubbio una carta di assoluto valore e di qualità.