“Io voglio giocare in Serie B. E se ci arriverò, sono sicuro che a quel punto punterò alla Serie A”. La voce è quella di Simone Iocolano. Siamo andati a trovarlo al “Rigamonti-Ceppi”, lo stadio del suo Lecco. Eccentrico e particolare. Lui è così, uno che per la sua originalità è in grado di insegnare e trasmettere tanto. Con lo sguardo e il sorriso, con i suoi pensieri. La sua storia un susseguirsi di immagini. Come se fosse una galleria d’arte. Il tema? La vita. Perché, questa volta, soffermarsi unicamente al campo sarebbe sprecato. Iocolano è un personaggio che va oltre: “Mi piace andare fuori dagli schemi. Scoprire, conoscere cose nuove”. Cercare le sfumature nelle pieghe della vita. Dare luce a ciò che è nascosto. Dal mate al Bio Hacking, passando per Will Smith e la finanza. “Vai, partiamo”. E noi ci siamo lasciati trascinare dal suo sorriso. Parola a Simone. Palla al fantasista.
Il settore giovanile nel Torino, Ivrea, Rivoli e poi l’approdo a Bassano: “Ero il classico giovane dalle ottime qualità, ma senza la giusta mentalità”. Poi la svolta: “Se sei questo non ho bisogno di te”, le parole dell’allenatore. Qualcosa scatta in Simone: “Non potevo perdere quell’occasione. Uno step mentale fondamentale. Senza la giusta testa non si va da nessuna parte”. Insieme all’altro fondamentale aspetto: “Ho rubato tutto il possibile da compagni e allenatori. Osservare e imparare. Da soli non ce la si fa”.
Domenica successiva, la prima immagine della galleria. La prima e fondamentale pennellata sulla tela. Il Bassano vince 1-0. Marcatore: Iocolano. Di testa. Già, proprio quella testa che, insieme al concetto di mentalità diverrà il filo rosso intorno a cui si innerverà la sua storia e la sua visione. Perché quando parli di Iocolano, parli proprio di questo, di visione. Di un modo di vedere e pensare le cose. Da quel momento tutto è cambiato: “Non mi sono più accontentato. Mi sono sempre posto un obiettivo nuovo da raggiungere”. Il rigore segnato in semifinale dei playoff tra i ricordi più emozionanti: “I compagni che correvano verso di me e i tifosi in estasi. Porto quella foto ovunque. Anche sui parastinchi”. Immagini scolpite nella storia.
Cadere e avere la capacità di rialzarsi. È la storia di Iocolano. Dopo Bassano, l’Alessandria, dove trova il suo attuale compagno Celjak. Il gol contro la Cremonese il ricordo più bello: “Subito lo svantaggio in me era fortissima la voglia di riaprirla”. E il gol arriva. Di Iocolano: “Mi appesi alle ringhiere. Adrenalina”. L’altra foto sui parastinchi. Un’altra immagine nella galleria della vita.
Anni di delusioni. Il sogno di conquistare la Serie B che si infrange. Poi, all’improvviso, la chiamata del Bari in B: “Grosso allenatore. Brienza come compagno. Non mi sembrava vero”. Un ragazzo della C in mezzo ai campioni: “Questo mi diede la forza”. La battuta a Floro Flores: “Quando farai 200 presenze in Lega Pro mi puoi parlare”. E l’amore per Brienza: “Umiltà e voglia. Appesi una sua foto presa da un giornaletto dello stadio nell’armadietto”. Poi il fallimento del Bari e tutto sembra sprofondare. Le chiamate non arrivano. Simone si allena in Eccellenza.
Simone è il primo acquisto del Monza di Berlusconi. Ma dopo tre mesi è sul mercato: “No, non ci sto. Vi faccio vedere che vi state sbagliando”. Qualcosa scatta, ancora, nella testa di Iocolano. E non è un caso che con l’Entella vincerà la C: “Il gol di Mancuso contro la Carrarese indimenticabile. Ricordo bene che nei minuti finali rimasi seduto a piangere”. Gioia e liberazione. E proprio a Chiavari nasce la “sua” esultanza: “Alla prima da titolare a Chiavari segnai di testa”. Come quella volta a Bassano. Immagini che si incontrano nel destino: “Mimai un sorriso. Quel sorriso che nessuno potrà mai togliermi”. Simone torna a Monza “per vincere un altro campionato”. E lo fa.
Poi si arriva sul lago. A Lecco: “Ho ritrovato continuità e fiducia”. Con la stessa voglia di prendersi le responsabilità: “Ci metto la faccia, come ho sempre fatto”. Nello spogliatoio è ormai un punto di riferimento. Anche per la sua capacità di osservare: “Analizzo tutto. Mi immedesimo negli altri. Penso sia fondamentale in un gruppo”.
“Leggo molti libri motivazionali. Ognuno ha sempre un nuovo obiettivo da porsi” le parole decise di Simone. E queste letture lo hanno aiutato molto: “Mi hanno insegnato a darmi le motivazioni di cui ho bisogno”. Anche nel difficile periodo appena passato dal Lecco: “Ho letto un libro su Lebron James. La sua storia mi ha lasciato tanto”. Eccolo, il filo rosso. Testa e mentalità. Obiettivi.
E poi quel suo essere eccentrico: “Mi piacciono le cose che vanno fuori dagli schemi, per esempio il Bio Hacking”. Fuori dagli schemi come nella moda: “Ci tengo molto. Non mi piace vestirsi come gli altri, troppo facile”. L’amore per i profumi e gli occhiali da sole: “Una malattia”. I capelli: “Non si toccano. Li taglio sempre dal solito parrucchiere a Torino. E più lunghi sono più mi danno forza, come Sansone (ride ndr)”. Will Smith e Denzel Washington gli attori preferiti. E poi il mate: “Il compagno delle mie mattine”. Magari durante un video sulla finanza: “Utile per il mio futuro”. La passione per la cultura sudamericana: “Giocare in Argentina un sogno nel cassetto”. Infine, l’amore per la moglie e la figlia: “Mi hanno cambiato la vita”.
Un ultimo insegnamento: “Nella vita non ci sono errori, solo lezioni. Non esiste qualcosa che si possa chiamare esperienza negativa, ma occasioni per crescere, imparare e procedere lungo la strada del dominio di sé. È attraverso la lotta che diventiamo forti. Anche il dolore può essere meraviglioso”. Parole in cui si racchiudono la sua essenza e la sua filosofia. L’essenza e la filosofia di Simone Iocolano.
A cura di Nicolò Franceschin
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