Il direttore sportivo della Juventus Giovanni Manna è stato premiato dall’USSI Piemonte come il miglior dirigente piemontese dell’anno. L’ex responsabile dell’area tecnica della Next Gen ha parlato ai media presenti per fare il punto sulla seconda squadra bianconera, che sta avendo delle difficoltà in questo avvio di stagione. Di seguito, le sue principali dichiarazioni.
Negli ultimi anni, il progetto Under 23 è diventato Next Gen. Il direttore sportivo Manna, sul periodo della Next Gen, in difficoltà in classifica, si è così espresso. “In questo momento i risultati non ci stanno premiando. È da considerare che abbiamo dei calciatori come Yildiz, Huijsen e Nonge che sono dei 2005 e sono costantemente in prima squadra e non sono a disposizione della Next Gen. Quindi abbiamo accelerato questo percorso come lo acceleriamo anche in Primavera. Cerchiamo di valorizzare quello che è il nostro talento. Sono sicuro che riusciremo a trovare una quadra anche dal punto di vista dei risultati perché a livello tecnico li abbiamo già. Bisogna rimanere tranquilli e avere fiducia”. Inoltre sottolinea. “La Next Gen non ha obiettivi prettamente sportivi, ma anche finanziari. Sono tanti i ragazzi che sono passati da lì e giocano oggi in Serie A o B. Si tratta di un modo per la società di ridurre i costi di gestione.” Sulla classifica: “Se si retrocede il progetto fallisce perché non è più professionismo, bisogna rimanere nella categoria ma siamo tranquilli il giusto. Normale ci siano momenti alti e bassi, la prima squadra ha prelevato da quella rosa giocatori di grande livello, è chiaro che adesso la Next Gen debba assestarsi nuovamente, ma noi siamo fiduciosi”.
Da Iling, Yildiz e Miretti a Barrenechea e Soulè, che oggi giocano nella Juventus e in Serie A al Frosinone, soni diversi i calciatori partiti e lanciati dalla Next Gen nel corso degli anni. Il ds, però, non si pone limiti e punta a far esordire altri caliatori in Serie A: “Questo è un obiettivo che non è solamente sportivo ma è anche un obiettivo finanziario e ci permette di poter ridurre i costi del lavoro. Non dobbiamo dimenticare anche i 12 ragazzi che stanno giocando in Serie A con risultati importanti e ce ne sono tanti anche in Serie B. Perché non tutti riescono a raggiungere la prima squadra della Juventus perché ha un valore e un livello importante. Anche se quest’anno abbiamo aggiunto tre ragazzi e stiamo veramente contenti e soddisfatti, ma non dobbiamo mollare e continuare a lavorare in questa direzione e sappiamo che è la strada giusta.”
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