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Mastalli, dall’esordio a San Siro ai gol con l’Alessandria: l’ex capitano di Donnarumma protagonista con i grigi

I primi 3 punti in campionato per l’Alessandria arrivano alla decima giornata. Vittoria netta dei piemontesi contro la Pergolettese per 3-0. Al Moccagatta è arrivata anche la prima doppietta in carriera di Alessandro Mastalli. Tutto nel giro di 4 minuti: prima al 50’ e poi al 54’. Il centrocampista classe 1996, dopo l’esperienza con la Lucchese, è diventato uno degli imprescindibili dei grigi. Cambiano le direzioni tecniche, ma Mastalli è sempre in campo. E adesso è anche decisivo con i gol. Il padre calciatore, la fascia di capitano al braccio nelle giovanili del Milan e poi l’esordio in A con i rossoneri. Una promozione storica in B con la Juve Stabia e adesso il compito di salvare l’Alessandria. 

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Le emozioni vissute in rossonero

In mezzo al campo come il papà. Alessandro l’idolo dell’infanzia ce l’aveva a casa sua. Suo padre, Ennio, era un calciatore e faceva il centrocampista proprio come lui. Esempi in famiglia da cui attingere. La prima esperienza calcistica del classe 1996 è subito con il Milan, che decide di portarlo a Milanello a soli 17 anni. Colori, quelli rossoneri, che torneranno nella carriera di Alessandro. Nella trafila delle giovanili è capitano per tanto tempo. E ha anche l’onore (e l’onere) di ‘guidare’ giocatori del calibro di Donnarumma, Calabria e Locatelli. Emozioni indelebili. Sarebbe già abbastanza, ma Milanello gli porta altri momenti indimenticabili: Quando ero aggregato ai grandi, Abbiati mi chiamava capitano. Una storia come questa, con i colori rossoneri così attaccati addosso, non può limitarsi alle giovanili. Un’attesa piena di emozioni e un sogno che finalmente si avvera. 24 maggio 2015, stadio San Siro, Milan contro Torino. A guidare i diavoli in quella stagione c’è Pippo Inzaghi. Quando l’allenatore si gira verso la panchina non ha dubbi. L’ex goleador dei rossoneri conosce bene Mastalli, perché lo ha allenato spesso nelle giovanili. Sa quanti sacrifici ha fatto per essere dove è e sa che, il classe 1996, non aspetta altro. E allora, minuto 76, esce Poli ed entra Alessandro. “Non riuscivo a rendermene conto. Il primo pallone toccato è stato un tiro verso la porta. Mexes, con cui avevo un bel rapporto, si avvicinò e mi disse ‘Piccolo, stai andando forte’. Così il centrocampista ha raccontato su LacasadiC.com l’emozione di un momento che non dimenticherà mai più

Mastalli, la promozione in B con la Juve Stabia e ancora il rossonero

Alessandro, nel 2016, cattura l’attenzione del Lugano, squadra svizzera che gioca in prima divisione. Il Milan lo manda in prestito per farlo formare all’estero nelle mani di una vecchia conoscenza del calcio italiano: Zdenek Zeman. “Una personalità importante, ma a livello fisico ti massacra”, parlerà così Mastalli dell’allenatore boemo. L’amore in Svizzera però non scatta mai. Ad attenderlo c’è un’altra prova, in Serie C, con una squadra che rimarrà per sempre nella sua vita. 5 anni a Castellammare con la maglia della Juve Stabia e la fascia di capitano al braccio, ancora una volta. Come si dice? Capitani si nasce. Nella stagione 2018-19 fa la storia con il club campano grazie alla promozione in Serie B. Cambiano le categorie, ma le emozioni e certi colori ritornano sempre. Nella stagione 2022/2023 torna a vestire il rossonero, questa volta quello della Lucchese. 36 presenze e 4 gol prima di trasferirsi all’Alessandria. Parentesi positiva, con un ottavo posto nel girone B di Lega Pro con la squadra toscana. 

Credit: Lucchese/ Foto Alcide

Il presente con l’Alessandria

Da quest’estate il classe 1996 è un giocatore dell’Alessandria. Arrivato da svincolato, è diventato fin da subito un punto di riferimento dei grigi. 9 presenze su 10, in ben 8 ha giocato tutti i 90 minuti. Imprescindibile sì, ma anche instancabile. Una titolarità mai messa in discussione, nemmeno dai cambi in panchina che hanno coinvolto la società piemontese. Adesso l’obiettivo salvezza con l’Alessandria, che per lui vale come l’esordio con il Milan o la promozione in B con la Juve Stabia. Perché l’emozione per il calcio, per Alessandro, non ha categoria.

Lorenzo Avagliano

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