Sofferenza e riscatto. Talento e volontà. La storia di Hans Nicolussi Caviglia, forse, si può riassumere in questi concetti. Il talento di un predestinato. Un percorso con il bianconero addosso. “Un orgoglio della Next Gen”. Gli esordi e gli infortuni. “Io ci sono“. La tenacia per tornare. La forza di ripartire. 14 e 41 i numeri indossati. La spiegazione? In onore di Johan Cruijff. Anche quest’anno. Anche con il Sudtirol, la cui maglia ha indossato nella prima parte di stagione in Serie B. Mesi da protagonista che sono valsi la chiamata della Serie A da parte della Salernitana. Da Bolzano a Salerno. E Nicola ha deciso di lanciarlo subito titolare.
Figlio di Aosta. Figlio delle montagne. Il pallone fin da subito come compagno di viaggio. I primi calci in un campetto che il nonno creò in un bosco in mezzo alle montagne. A 8 anni il passaggio alla Juventus. Una vita in bianconero, la sua. La crescita graduale di un talento puro. Colori che diventano parte di quel ragazzo fatto di qualità e intelligenza. Un percorso che lo porta fino alla Juventus U23 e all’esordio con la Prima Squadra di Allegri. 8 marzo del 2019, data indelebile. La data di una prima volta. Speciale. Poi il passaggio al Parma per fare esperienza. Il destino si mette di mezzo. Rottura del crociato prima, un intervento al menisco poi. Lo scorso anno il rientro in campo con l’U23 di Zauli. Tenacia e sacrificio.
Mesi duri. Il solo obiettivo di rientrare: “Ho passato dei momenti veramente duri, ma non ho mai perso la speranza. Anche con una semplice corsetta il ginocchio si gonfiava, quindi poi abbiamo optato per un nuovo intervento per rimuoverei dei frammenti che mi causavano dolore. Questi corpi estranei purtroppo non si vedevano dalla risonanza magnetica. Poi grazie ad un’artroscopia diagnostica, abbiamo rimosso il problema. Ringrazio tutti i medici, dal primo all’ultimo. Mi hanno sempre sostenuto e mi hanno portato alla comprensione del problema. Ora riparto con la stessa passione, anzi molta più di prima”. Le parole con cui il centrocampista raccontò sui social il suo ritorno.
Una vita alla Juventus appunto. Anni passati nell’universo bianconero. Anni fatti di conoscenze e amicizie, come quella che lo lega a Michael Brentan, centrocampista dell’AlbinoLeffe. Un legame nato tra i campi della Continassa e le stanze del convitto: “Non giocammo mai assieme, lui è due anni più grande di me. Però, appena arrivai, mi prese sotto la sua ala protettiva”. Queste le parole di Brentan in una intervista ai nostri microfoni. Un rapporto andato avanti negli anni: “Ci sentiamo sempre. Io l’ho portato a Venezia e lui ad Aosta, la sua città. Un’estate con la mia famiglia siamo andati in un suo campeggio in montagna. È stato bello”. Nicolussi Caviglia è ripartito. Il rinnovo fino al 2026 con la Juventus, una B da protagonista con il Sudtirol e adesso la Salernitana. La Serie A lo aspetta.
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