Oggi è il secondo anniversario della morte di Paolo Rossi. L’ex attaccante della nazionale italiana ci ha lasciati il 9 dicembre 2020 e il suo ricordo resta vivo, specialmente in chi ha vissuto Spagna ’82. Anche per chi non era ancora nato quello resta uno dei mondiali più famosi tra quelli vinti dall’Italia, specialmente per quello che ‘Pablito’ mostrò durante la manifestazione. Ha voluto anche ricordarlo il Vicenza, squadra in cui ha lasciato un segno.
Il Vicenza ha voluto ricordare Paolo Rossi attraverso un post sul proprio profilo Instagram. In biancorosso l’ex attaccante ha segnato gran parte delle reti fatte in carriera, con un segno indelebile lasciato nei tifosi della squadra. ‘Pablito’ non ha lasciato, però, solo un segno in una singola tifoseria, ma anche in tutto il movimento calcistico italiano per quello che fece ai mondiali in Spagna dell’82.
Quello lasciato a Vicenza potrebbe dirsi come un impatto davvero importante. In tre stagioni passate in biancorosso ha mostrato tutto quello che poteva mostrare, riuscendo a trascinare la squadra dalla Serie B fino alla Coppa Uefa. La prima stagione può dirsi quella in cui si ‘limitò’ a tastare il terreno. La Serie B fu il terreno giusto per ambientarsi, diventando addirittura capocannoniere. L’anno dopo, però, fu davvero devastante. Sempre con il Vicenza raggiunse il primato nella classifica capocannonieri di Serie A, portando la squadra al secondo posto e raggiungendo una storica qualificazione europea. 60 gol in tre stagioni: un bottino incredibile, per un giocatore incredibile.
Lui quel mondiale sembrava non doverlo giocare. Dopo la squalifica per le accuse d’aver truccato la partita Avellino-Perugia fu fermato per circa due anni, tornando in campo ad Aprile del 1982. Fece in tempo a giocare tre partite: un gol contro l’Udinese e Juventus campione d’Italia. Poi la sorpresa: Bearzot lo convoca per Spagna ’82. Non partì bene, tanto che resta a secco per quasi tutta la manifestazione. Si sbloccò, però, nella partita più attesa: contro c’era il Brasile e Paolo Rossi segnò una tripletta.
Tre gol che lo consacrano definitivamente, rendendolo uno degli attaccanti più ricordati della storia della nazionale italiana e non solo: di tutto il nostro movimento. Rossi, però, non si limitò soltanto a frenare il Brasile. Anche una doppietta contro la Polonia in semifinale, poi il gol che aprì le marcature con la Germania dell’Ovest a cui seguirono quelle di Tardelli e Altobelli. La rete di Breitner sul finale non servì a nulla: gli azzurri divennero campioni del mondo. Una vittoria merito anche di un incredibile Paolo Rossi, diventato in tre partite capocannoniere della manifestazione. Un campione fuori e dentro il campo, di cui oggi ricordiamo con tristezza l’addio.
A cura di Giuseppe Federici
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