Il gol è la firma finale su un’opera, una gioia che pervade tutti, anche i pochi portieri che ne hanno provato i sentimenti: Federico Zenuni contro la Paganese ha messo a segno il suo primo timbro in campionato. Classe ’97, che di professione fa il centrocampista, quindi abituato a far fare gol agli altri. È nato in Italia, ma ha il passaporto albanese. Ha vestito la maglia della Nazionale U19 e U21, la sua scelta ormai l’ha già fatta.
Zenuni si è formato sotto l’ombra di Moreno Longo, allenatore allora del Torino Primavera. Lo ha fatto giocare in diversi ruoli, anche da ala per sfruttare tutte le sue caratteristiche. Buoni risultati, ottime prestazioni anche in Youth League, la Champions League dei giovani. Il sogno granata si fermò contro il Middlesbrough. Fu un’impresa sfiorata, partendo dal 3-0 subito in Inghilterra.
I ragazzi di Longo però riuscirono a segnare due reti, la prima proprio di Zenuni, che diede il via al sogno rimonta. Solo un’illusione. Gli inglesi segnarono riaccorciando le distanze e non servì a nulla il 3-1 di Mantovani. Infatti gli ospiti riuscirono nuovamente a rimettersi in partita e a siglare prima il gol del 3-2 e poi quello del definitivo pareggio. Partita bella, intensa, macchiata dall’espulsione di Zenuni nel finale. Gioia (del gol) e dolore (del rosso e dell’eliminazione), questo fu uno primi step di crescita, perché è dalle sconfitte che principalmente si impara, per non riassaporare nuovamente il dolore.
In stagione segnò altri gol importanti come quello nel derby contro la Juventus. Per il Torino è la partita dell’anno e sicuramente Zenuni ne ha un bel ricordo.
Dopo i primi calci con il Torino è iniziata la sua prima sfida: allontanarsi. Gira diverse maglie, dal Tuttocuoio alla Virtus Francavilla (protagonista assoluta di questo campionato), fino all’arrivo a Potenza. Possiamo definirlo come un giocatore utile, nel vero senso della parola. Serve un centrocampista? Ecco Zenuni. Un’ala? È pronto Zenuni. Per passione anche il trequartista. Un giocatore duttile che può far felice il proprio allenatore. Ma ora servono le prestazioni più importanti, quelle per la salvezza del Potenza.
A cura di Antonio Salomone
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