Ci sono i guantoni di Umberto Saracco sulla corsa salvezza della Fidelis Andria: il portiere biancoazzurro ha incassato 11 gol in 13 partite con la squadra biancoazzurra, raggiunta nel corso del calciomercato di gennaio. Un’inversione a U rispetto ai dati registrati tra i pali della Fidelis nella prima parte di stagione, quando i gol al passivo erano stati ben 32 in 20 gare. Un dato rinnovato, con meriti che passano anche da Saracco.
Settantacinque. Sono le presenze accumulate con il Cosenza da Saracco, una vita in Calabria e radici a Moncalieri, provincia di Torino. Il numero uno classe 1994 con i calabresi aveva vissuto Serie C e Serie B, il tutto senza mai creare problemi e alzare la voce. Una volta perso il posto da titolare a novembre 2019, è rimasto sempre a disposizione senza fiatare. Un dodicesimo perfetto, insomma, ma pur sempre con legittime ambizioni. Manifestate anche a gennaio, quando la Fidelis Andria ha bussato alle sue porte: contratto di un anno e mezzo e ritorno in una categoria già vissuta, seppur ai piani alti. Senza paura di rimettersi in gioco.
Saracco lo ha fatto: i numeri stanno dando ragione all’investimento della società e alla scelta del direttore sportivo Pasquale Logiudice, che non ha avuto dubbi nel mese di gennaio quando si è trattato di dare una sterzata al rendimento tra i pali. Via Dini, passato alla Juve Stabia, e dentro Saracco. Che ha inanellato parate in serie, non ultima quella sul calcio di rigore respinto a Floriano nella trasferta di Palermo. Partita che ha visto la squadra allenata dal tandem DI Bari-Di Leo sfiorare la prima storica vittoria contro i rosanero, imbattuti in casa da un anno, e capaci di agguantare l’1-1 solo con il centro realizzato da Luperini all’85’. Il film si è ripetuto nella sfida casalinga contro la Paganese, 1-0 che ha portato a cinque i punti dal Messina quintultimo: distacco che oggi varrebbe la disputa dei playout.
Parla da leader, Umberto, che tra i suoi allenatori ha un ex portiere come Nicola Di Leo e sa bene che c’è da soffrire fino alla fine: “Contro la Paganese è stata un’altra partita di sofferenza, dove abbiamo tenuto il pallino del gioco fino all’espulsione – ha ammesso dopo l’1-0 sui campani – ci siamo difesi bene, da squadra. Queste vittorie ci servono a crescere”. E a correre verso la salvezza: “Non eravamo scarsi dopo la sfida col Latina, non siamo fenomeni adesso. Abbiamo fatto cinque punti in tre partite e vogliamo continuare su questa strada“. Ora di fronte avrà il Bari, miglior attacco del torneo: i guantoni di Saracco però non hanno paura.
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