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Muratore si ritira dopo la battaglia contro il tumore: “Ci ho provato fino alla fine ma non ero più come prima”

L’ex centrocampista bianconero ha deciso di dire ufficialmente basta al calcio a causa di neurocitoma al ventricolo sinistro.

Simone Muratore dice ufficialmente basta. L’ex centrocampista della Juventus U23, oggi Next Gen, decide di salutare il calcio giocato. Un neurocitoma al ventricolo sinistro lo aveva fermato tre anni fa e oggi, 14 dicembre 2024, è arrivata la decisione definitiva.

Muratore non ha solo giocato con la maglia bianconera. La sua storia calcistica nasce nel Saluzzo, città in provincia di Cuneo in cui è nato. Poi nel 2011 lo nota la Juventus e lì svolgerà tutta la trafila giovanile.

Dagli Allievi fino all’U23 con cui fa l’esordio il 21 agosto 2018 – la prima anche della seconda squadra bianconera –  proprio contro il “suo” Cuneo in Coppa Italia.

Da lì due stagioni importanti, in cui fa anche spola con la prima squadra e il 26 giugno 2020 ha anche la possibilità di realizzare il suo sogno: l’esordio in Serie A. A distanza di quattro anni e mezzo, però, questo sogno si chiude con un epilogo triste e con una lettera scritta sui social dell’ex centrocampista.

La commovente lettera di Muratore

Questo quanto scritto da Simone Muratore nella lunga e commovente lettera pubblicati sui propri profili social: “Sono passati 3 anni da quel giorno, una notizia arrivata a ciel sereno che ha cambiato la mia vita e quella di chi mi sta attorno. Neurocitoma al ventricolo sinistro.

Attimi di pensieri, di domande , di rabbia. Non ho mai versato una lacrima, ho sempre cercato di farmi vedere forte agli occhi degli altri, dal giorno della notizia fino alla notte prima dell intervento, in camera con mia mamma, la donna più forte che abbia mai conosciuto, quando sono scoppiato a piangere come un bambino, con la paura di non risvegliarmi più o comunque di svegliarmi e non essere più lo stesso di prima. Sono stati giorni, settimane, mesi, anni di sofferenza. Ho dovuto rimparare a parlare bene, camminare, a correre, scrivere, leggere, contare, era come se fossi tornato un bambino e ho dovuto ricominciare tutto da capo, dal giorno 0.
Ci sono stati giorni che facevo fatica anche ad alzarmi dal letto nonostante mi sentissi già meglio. Oggi metto un punto alla mia carriera da giocatore, ci ho provato fino alla fine a tornare , ci ho messo lacrime e sudore, ma non ero più come prima, mi sono reso conto che comunque avevo la fortuna di essere guarito e di stare bene“.

Squadra Juventus Next Gen - credit Resportage/Alessandra Di Luccia
Squadra Juventus Next Gen – credit Resportage/Alessandra Di Luccia

La gratitudine per quanto ha vissuto e i ringraziamenti

Nella lettera, poi, Simone ha ulteriormente aggiunto: “Ho avuto la fortuna di giocare con giocatori straordinari, fuoriclasse, dentro al campo ma soprattutto fuori dal campo, e questo non me lo toglierà mai nessuno. Sono grato a tutto quello che ho fatto e conquistato dentro a quel rettangolo verde, insieme ai miei compagni, diventati poi miei amici. Sono stati anni magnifici, il campo, lo spogliatoio, la passione , sono cose difficili anche da spiegare se non le provi in prima persona.

Infine i ringraziamenti: “Ringrazio in primis la mia famiglia per essermi stata accanto sempre. Tommaso, il mio bimbo unico e speciale che mi ha dato la forza per andare avanti, e infine i miei amici. Ringrazio la società Juventus, Atalanta e Tondela per essere state accanto. Impari a dare importanza alle cose quando sei a un passo dal portele perdere. La vita è un dono meraviglioso“.