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Trapani, Antonini: “Esonero Aronica dolorosissimo. Io alla Lazio? Prima o poi Lotito si stancherà”

Valerio Antonini presidente del Trapani

Il presidente del Trapani Valerio Antonini, screen conferenza stampa, www.lacasadic.com

Un fiume in piena il numero uno del Trapani Valerio Antonini sulle colonne de Il Corriere dello Sport.

Il suo tifo per la Lazio, la stagione in C del suo Trapani e il rapporto con Maradona. Così Valerio Antonini, presidente del Trapani, si è raccontato in una lunga intervista ai colleghi de Il Corriere dello Sport: Maradona mi chiamava il “professorino” perché non facevo uso di droghe e non bevevo. Ero diverso da tutti quelli che lo circondavano. La sua morte? Il vero responsabile è il suo entourage“.

In Inghilterra l’incontro con colei che sarebbe diventata sua moglie. Lei trapanese doc e un viaggio in Sicilia che ha fatto capire ad Antonini le potenzialità di quel posto: “Siamo stati una settimana in vacanza a Trapani, ho comprato le due squadre con niente, appena 500.000 euro. Il calcio era in D, mentre il basket non si era iscritto in A2.

Record da una parte e dall’altra e oggi rappresentiamo tutto il basket della Sicilia“.

Di seguito le sue dichiarazioni.

Antonini: “La Lazio è Lotitocentrica”

Tifosissimo della Lazio ha anche ammesso di aver brindato all’esonero di Mou alla Roma: “Io a Formello? Immagino che prima o poi Lotito si stancherà. La Lazio è da anni Lotitocentrica, ma prima di pensare al futuro voglio completare il progetto della Città dello sport a Trapani“.

E sull’andamento del suo Trapani: “Non siamo partiti bene, ma siamo in semifinale di Coppa Italia e in zona playoff. Molto è cambiato a Monopoli con due gol presi in tre minuti. L’esonero di Aronica è stato dolorosissimo. Lui è stato un signore, sono io il responsabile delle scelte sbagliate”.

Valerio Antonini, presidente del Trapani
Valerio Antonini – credit: Trapani FB

“Gasperini il migliore in Italia”

E infine: “Sono convintissimo che con il calcio si facciano soldi, esempi sono Atalanta, Udinese e Sassuolo. Le società di calcio sono aziende e vanno gestite come tali. La passione può essere un bene ma anche un limite. Nel calcio di oggi non vedo giocatori in grado di attirare la mia attenzione.

Prima c’era Zidane. In realtà qualcuno c’è, ma fa l’allenatore ed è Gasperini. Per me è il più forte in Italia”.